La situazione della sanità, a giudicarla da quello che mi è capitato di vedere, è drammatica. Mia madre è rimasta con le lenzuola sporche di sangue per almeno tre giorni, se non pure di più. Le hanno tolto le giacche del pigiama insanguinate e le hanno chiuse, bagnate, in un sacchetto della mondezza. La terapia gliela somministravano due giorni si e tre no. Una clinica pessima, alla quale spediscono letteralmente le persone che non possono essere ricoverate al Policlinico. Forse perché anziane, penso. Qui i poveri disgraziati rimangono per 60 giorni, poi devono sloggiare ed andare altrove, vale a dire in strutture private, perché prima che il "pubblico" trovi una struttura a prezzi decenti, bisogna necessariamente ricorrere al privato, i cui costi sono veramente ingiusti. Si specula sulla pelle di chi ha bisogno in modo indegno.
Comunque sia andata, ho promesso di non arrabbiarmi e non cadrò in questo tranello. Sono sufficientemente serena. La vicenda di mia madre mi ha "regalata" una dermatite da stress che sto cercando di far passare. Ho sempre pensato che certi eventi non siano casuali, quindi anche la dermatite ha un suo perché. La ragione l'ho cercata nel mio "antico" problema con la rabbia. Almeno queste le considerazioni che, nel passato, mi hanno costretta a soffocare un sentimento che, se vissuto
Adesso posso fare ancora qualcosa. Non voglio fare più dietrologia. Il passato non può essere più modificato né vissuto. Adesso è il momento in cui vivo. Hic et nunc. Per troppo tempo ho rimuginato, rievocato, rimpianto il passato. Tempo perso e questo un pò, lo confesso, lo rimpiango.
Comunque dermatite e rabbia. Sto prendendo dei rimedi naturali e sto facendo un grosso lavoro su me stessa. Sto lavorando sulla rabbia e sul lasciare andare, sul non mettere troppo i puntini sulle "i". Non è facile, ma sono abbastanza determinata a difendere la mia salute e la mia vita.

