martedì 8 gennaio 2019

Potare necesse est

L'anno non sembra iniziato nel migliore dei modi. E' vero che devo assolutamente recidere tutti i fili pendenti, ma, santo cielo!, non tutti insieme!
Se dico che vorrei andarmene in pensione malgrado l'età ancora giovane dal punto di vista lavorativo, è perché non ce la faccio più a sopportare la gente umorale. La sopporto da quando ho cominciato a lavorare, più di trent'anni fa. Non sopporto le lagne, le lamentele senza costrutto, gli sbalzi d'umore della serie "un-secondo-ti-saluto-il-secondo-dopo-no". Sono arrivata al capolinea.
Adesso, malgrado abbia cercato in più di un modo di tergiversare e di salvare il salvabile, più per non far trovare nei guai la collega che per altro, mi trovo costretta a fare quattro chiacchiere con l'organizzatore del lavoro. Che le trovi qualcosa di cui si può occupare solo lei, che le dia un lavoro importante che le richiede tempo e che la illuda di essere importante. Qui dentro nessuno è importante, nemmeno i "capi dei capi". Siamo solo marionette che producono carta. Tutto qui.
Malgrado questo c'è gente che fa del lamento il suo stile di vita. Mi lamento dunque sono. Non ci sono soluzioni. Si lamenterebbero pure in presenza di uno stipendio più alto e di una bella mole di lavoro da fare. A me ne è capitata una, purtroppo. Una croce. E si offende pure del fatto che l'organizzatore del lavoro in certo qual modo mi "consideri" (per quel che si può considerare un ingranaggio del carrozzone). Pianta il muso e se ne sta nella sua stanza.
Ne ho le palle piene di gente che non vuol crescere, che non vuole confrontarsi con se stessa e con le proprie paranoie. Io lo sto facendo da tempo e sono in via di "guarigione". Non ho tempo per queste messinscene. Nè ho, come succedeva un tempo, voglia. Non faccio più parte del plotone degli autoflagellatori che si prosternano e si umiliano per guadagnarsi il "regno dei cieli".
In genere evito di creare situazioni di tensione sul lavoro perché mi piace lavorare in armonia e poi anche perché non è la vita, per cui perché me la devo prendere? Ma c'è un limite a tutto. Adesso sto mentalmente organizzando un discorso da fare all'organizzatore. Pacato ma fermo. Credo di trovare terreno fertile. L'ho intuito da diversi atteggiamenti.
E' tempo di recidere.

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