Sta finendo il mese di gennaio, tra recrudescenze di freddo e giornate con temperature che sfiorano e raggiungono i 18 gradi.
Sto facendo un buon lavoro su me stessa. E' un pò come se stessi preparando a ripartorirmi, in effetti. E non è facile ad una certa età, perché si devono fare i conti con una serie di sovrastrutture ben radicate e decise a "vendere cara la pelle". Semplificando molto, si tratta di abitudini. Le abitudini sono comode, rassicuranti. "Si è fatto sempre così", "Ho sempre fatto questa strada" e via elencando. Sono sentieri già battuti da altri, oppure creati faticosamente da noi stessi con un lavoro di "disboscamento" che a volte è immane.
Eppure tutto cambia. Il mondo cambia. La gente cambia. Noi stessi cambiamo e spesso non ce ne rendiamo conto. E quindi anche i sentieri, per quanto rassicuranti, vanno cambiati. Mi viene da pensare agli esploratori del passato, che partivano alla ricerca di nuove terre. Se si fossero fermati alle abitudini, ai sentieri già tracciati, se ne sarebbero stati comodi comodi in casa, di fronte ad un bel fuoco, con una tazza di the caldo in mano, piuttosto che affrontare i milioni di punti interrogativi e gli inevitabili disagi del cambiamento, dell'esplorazione.
E' tempo, per me, di abbandonare certi sentieri già tracciati e di avventurarmi in altri percorsi. E' tempo di mollare anche tutto quello che ho sempre pensato di me stessa e di scoprire cose nuove, sperimentare atteggiamenti diversi.
Sono comprensibilmente curiosa e stimolata. Non mi capitava di esserlo, oramai, da anni (se non da decenni) e penso che sia un buon segno. Almeno per oggi. "Nel diman non v'è certezza", recitava Lorenzo de' Medici ed è un'affermazione che voglio fare mia. Oggi va così. Domani non mi interessa, non lo sto vivendo.
Carpe diem. Vivo solo questo momento.
Sto facendo un buon lavoro su me stessa. E' un pò come se stessi preparando a ripartorirmi, in effetti. E non è facile ad una certa età, perché si devono fare i conti con una serie di sovrastrutture ben radicate e decise a "vendere cara la pelle". Semplificando molto, si tratta di abitudini. Le abitudini sono comode, rassicuranti. "Si è fatto sempre così", "Ho sempre fatto questa strada" e via elencando. Sono sentieri già battuti da altri, oppure creati faticosamente da noi stessi con un lavoro di "disboscamento" che a volte è immane.
Eppure tutto cambia. Il mondo cambia. La gente cambia. Noi stessi cambiamo e spesso non ce ne rendiamo conto. E quindi anche i sentieri, per quanto rassicuranti, vanno cambiati. Mi viene da pensare agli esploratori del passato, che partivano alla ricerca di nuove terre. Se si fossero fermati alle abitudini, ai sentieri già tracciati, se ne sarebbero stati comodi comodi in casa, di fronte ad un bel fuoco, con una tazza di the caldo in mano, piuttosto che affrontare i milioni di punti interrogativi e gli inevitabili disagi del cambiamento, dell'esplorazione.
E' tempo, per me, di abbandonare certi sentieri già tracciati e di avventurarmi in altri percorsi. E' tempo di mollare anche tutto quello che ho sempre pensato di me stessa e di scoprire cose nuove, sperimentare atteggiamenti diversi.
Sono comprensibilmente curiosa e stimolata. Non mi capitava di esserlo, oramai, da anni (se non da decenni) e penso che sia un buon segno. Almeno per oggi. "Nel diman non v'è certezza", recitava Lorenzo de' Medici ed è un'affermazione che voglio fare mia. Oggi va così. Domani non mi interessa, non lo sto vivendo.
Carpe diem. Vivo solo questo momento.
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