giovedì 25 gennaio 2018

R.I.P.

Stasera un velo di tristezza scende insieme con il silenzio. C'è stato un incidente ferroviario, nei pressi di Milano, costato la vita a tre persone. Ci sono diversi feriti, ci sono lamiere accartocciate, vecchi binari collassati e il solito rimpallo di responsabilità.
Quando ci sono di mezzo le vite umane questi "tentativi" di individuare un "colpevole" a tutti i costi hanno un che di stonato. Ci vorrebbe un po' di silenzio. Sembra che nessuno tolleri più il silenzio. Un silenzio per piangere, ricordare, imprimere in cuore e memoria volti e ricordi.
Quelle persone, i morti e i feriti, stamattina andavano al lavoro, come tutti i giorni. Erano pendolari con tanti progetti, con tanti sogni, con la stanchezza, anche. Sembra che questo Paese, in questi ultimi dieci o più anni, vada letteralmente sgretolandosi. Sembra che solo i politici, confinati nel loro Olimpo dorato, non se ne accorgano e che continuino sterilmente a ripetere che tutto va bene. Non va bene quasi niente, oramai. E' come se ci fosse un "noi" e un "loro", ciascuno nel suo mondo. Noi nel nostro piccolo o grande inferno, loro in quell'empireo un tempo riservato solamente ad incorporee divinità.
Ma mi taccio. Adesso è tempo solo di piangere i morti e di sperare e pregare che i feriti si riprendano al più presto.

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