Ci sono attimi che sembrano sospesi. Immobili, come se il tempo si fosse fermato davvero. Attimi meravigliosi in cui il mondo, tutto il mondo, con il suo chiasso, le sue luci, le sue ombre, sta fuori. Fuori dalla stanza, fuori dalla vita, fuori dai pensieri.
Momenti rari e preziosi nei quali mi sento realmente io, mi sento finalmente parte del genere umano e non una scheggia smarrita di un mondo fuori controllo.
Sono per i tempi lenti, quelli che permettono di assaporare ogni momento, di vedere ogni sfumatura, di cogliere i piccoli particolari nascosti nelle pieghe delle giornate. Per molto tempo sono stata presa in giro per questo. Mi è stato detto che ero "lenta" ed io l'ho percepita come un'offesa. Ho cercato di cambiare. Rabbiosamente. La rabbia era ed è ancora in parte un problema, per me. Ho cercato di accelerare, di imparare ad andare ad un ritmo che non era il mio.
Ero mentalmente e psicologicamente "giovane". Adesso penso che la lentezza sia una virtù. Chi va lentamente può fermarsi senza far danni e il fermarsi non è una frenata improvvisa, ma un momento di riflessione o di pura contemplazione. La lentezza consente di cogliere le sfumature, e le sfumature sono importanti. Spesso fanno la differenza. Creano ombre oppure illuminano. La vita è troppo frenetica, i tempi troppo incalzanti per cogliere sfumature e particolari. Siamo costantemente sottoposti a pressioni, incalzati dagli impegni, dalle responsabilità, dall'ansia.
Io ho deciso che non voglio più vivere così. Ho sperimentato che questi ritmi non sono i miei ritmi e che la mia salute, mentale e fisica, ne ha sofferto per troppo tempo. Non mi importa che mi dicano che sono "lenta", ora lo considero un complimento. Vado lentamente. Mi sto applicando a vivere la lentezza anche quando guido la macchina, ignorando chi strombazza alle mie spalle, chi mi taglia la strada, chi mi lancia improperi. Devo ancora lavorarci su un pò, ma non va male.
La vita è fatta di momenti, tutti ugualmente preziosi. Spesso ce ne accorgiamo troppo tardi, quando non possiamo più recuperarli, nemmeno nella memoria. Io voglio avere bei ricordi a farmi compagnia, voglio assaporarli come si fa con un buon vino. Voglio che mi tengano compagnia come un libro, magari uno dei miei preferiti.
Credo che solo così la vita possa avere la sua compiutezza, quando si scandiscono, lentamente, tutte le note di cui è capace, quando si fanno brillare tutti i colori che possiede. E questo, obiettivamente, non può essere fatto con i ritmi schizofrenici della cosiddetta "vita moderna". I popoli orientali la sanno molto lunga: i giapponesi hanno il "rito del the", una lunga e complessa cerimonia per celebrare l'attimo in cui ci si ferma a gustare quegli attimi sospesi che danno un senso alla vita.
Momenti rari e preziosi nei quali mi sento realmente io, mi sento finalmente parte del genere umano e non una scheggia smarrita di un mondo fuori controllo.
Sono per i tempi lenti, quelli che permettono di assaporare ogni momento, di vedere ogni sfumatura, di cogliere i piccoli particolari nascosti nelle pieghe delle giornate. Per molto tempo sono stata presa in giro per questo. Mi è stato detto che ero "lenta" ed io l'ho percepita come un'offesa. Ho cercato di cambiare. Rabbiosamente. La rabbia era ed è ancora in parte un problema, per me. Ho cercato di accelerare, di imparare ad andare ad un ritmo che non era il mio.
Ero mentalmente e psicologicamente "giovane". Adesso penso che la lentezza sia una virtù. Chi va lentamente può fermarsi senza far danni e il fermarsi non è una frenata improvvisa, ma un momento di riflessione o di pura contemplazione. La lentezza consente di cogliere le sfumature, e le sfumature sono importanti. Spesso fanno la differenza. Creano ombre oppure illuminano. La vita è troppo frenetica, i tempi troppo incalzanti per cogliere sfumature e particolari. Siamo costantemente sottoposti a pressioni, incalzati dagli impegni, dalle responsabilità, dall'ansia.
Io ho deciso che non voglio più vivere così. Ho sperimentato che questi ritmi non sono i miei ritmi e che la mia salute, mentale e fisica, ne ha sofferto per troppo tempo. Non mi importa che mi dicano che sono "lenta", ora lo considero un complimento. Vado lentamente. Mi sto applicando a vivere la lentezza anche quando guido la macchina, ignorando chi strombazza alle mie spalle, chi mi taglia la strada, chi mi lancia improperi. Devo ancora lavorarci su un pò, ma non va male.
La vita è fatta di momenti, tutti ugualmente preziosi. Spesso ce ne accorgiamo troppo tardi, quando non possiamo più recuperarli, nemmeno nella memoria. Io voglio avere bei ricordi a farmi compagnia, voglio assaporarli come si fa con un buon vino. Voglio che mi tengano compagnia come un libro, magari uno dei miei preferiti.
Credo che solo così la vita possa avere la sua compiutezza, quando si scandiscono, lentamente, tutte le note di cui è capace, quando si fanno brillare tutti i colori che possiede. E questo, obiettivamente, non può essere fatto con i ritmi schizofrenici della cosiddetta "vita moderna". I popoli orientali la sanno molto lunga: i giapponesi hanno il "rito del the", una lunga e complessa cerimonia per celebrare l'attimo in cui ci si ferma a gustare quegli attimi sospesi che danno un senso alla vita.
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