mercoledì 4 gennaio 2017

L'addio

Ieri sono andata ad un funerale. E' morto il padre di un amico, dopo una lunga malattia. Ho rivissuto, nel corso del viaggio verso la chiesa e durante la cerimonia, le emozioni e i ricordi legati alla morte di mio padre.
Sarà perché abbiamo parlato molto, con questo amico, del suo rapporto con il padre, delle vicende della sua malattia, del suo scendere - lento e sofferto - verso il porto di partenza definitivo. A volte sembra che le morti si somiglino. Un pò come gli addii.
Di fronte alla "nera signora" siamo nudi e soli, non c'è niente da fare. Mi viene in mente, a tal proposito, la splendida lastra della Tomba del Tuffatore custodita nel Museo di Paestum. Questo giovane uomo (all'epoca la vita era molto più breve) ritratto sospeso tra il mondo di qua e l'oltretomba, in uno slancio che appartiene già ad un mondo diverso da quello dei vivi. Ecco, di fronte alla morte, penso, siamo un pò come il Tuffatore: soli, ancora ancorati al mondo, vicino come il piedistallo dell'affresco, eppure già proiettati verso quell'aldilà non definito che è pronto ad accoglierci.
Non sappiamo cosa ci sia oltre. Chi ha una fede più forte della mia è convinto che ci sia un mondo migliore, che il Padreterno sta lì, pronto ad accogliere le nostre anime deboli, confuse e spaventate. Ma nessuno è tornato a raccontarci cosa davvero succede, per cui ciascuno può dipingere l'ultramondano secondo la fede, la cultura, le paure, le aspettative che ha.
Ricordo di aver carezzato la fronte di mio padre. Era ancora caldo quando sono arrivata in ospedale. Sembrava essersi addormentato, uno dei suoi sonni a bocca aperta. Sapevo che così non era, però. Sapevo che non lo avrei più rivisto, che non avrei più sentito la sua voce né la sua risata. Mi sono imposta di conservarne il ricordo dentro di me, come una fotografia da tirar fuori nei momenti in cui mi prende, struggente, la malinconia e il rimpianto.
Ieri, sommessamente, tra me e me, ho avvertito le medesime sensazioni di allora (due anni fa, oramai). Ero con altre persone, per cui non mi sono concessa il "lusso" delle emozioni. Sono molto schiva, preferisco vivere certe cose quando so di essere sola, ma i ricordi c'erano tutti, vividi come se fosse accaduto l'altro ieri. Forse è stato proprio ieri che ho trovato il coraggio di lasciar andare mio padre...

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