Fa un freddo becco. Non ricordavo da tempo un freddo così. Mi sono tappata in casa, affondata nel pigiama e nella vestaglia di pile. Ho sperimentato il silenzio.
La mia mente, di solito, è iperattiva. I pensieri si inseguono, si sovrappongono, si superano. Io stessa fatico a star loro dietro. Certe volte mi svegliano pure il sabato mattina presto, quando potrei dormire tranquillamente fino a tarda ora. Allora per chetare questi "pargoli" fastidiosi accendo lo stereo oppure la televisione e mi getto in qualcosa di materiale da fare. Qualcosa che mi consenta di "distogliere" l'attenzione da quel vociare che c'è, spesso, nella mia testa.
Oggi ho voluto fare diversamente. Non ho acceso né lo stereo né la televisione e non mi sono gettata a capofitto nelle faccende domestiche (che, peraltro, detesto simpaticamente). Ho deciso di aspettare in silenzio. Trovo che il silenzio sia consolante, rassicurante. O, almeno, in certi momenti lo è. Forse dipende dallo stato d'animo o dalla situazione. Comunque non è male, anzi.
Il fatto è che vivo costantemente immersa nel rumore, al punto che, all'inizio, il silenzio sembra solo un sibilo strano che ruota tutt'intorno. Un non-silenzio, insomma. Il rumore fa parte della mia vita, un sottofondo, una colonna sonora alla quale non faccio più tanto caso, quasi non ci fosse. L'aria è piena di voci, di clacson, di richiami, di sferragliare di tram o di bus, di fischi, di canzoni, di notizie... Full immersion in tutto questo sette giorni su sette.
Oggi, seduta in silenzio con un libro, mi è sembrato di sprofondare in un morbido materasso di piume. Consolante. Mancava solo un bel caminetto acceso, con la legna che scoppietta allegramente. Ho scoperto di non desiderare nient'altro. Avevo tutto quel che mi serviva. Le cose creano dipendenza, persino i libri. Penso che ripeterò a breve l'esperimento, riservandogli il tempo che merita, ricavandolo tra il lavoro e gli impegni pomeridiani. Non accenderò più stereo o televisione, quando tornerò a casa. Starò semplicemente in ascolto del silenzio. Starò in silenzio, ecco, senza obbedire a quelle pulsioni ossessive di "fare" qualcosa per riempire i minuti e le ore. So che è questione di abitudini.
Domani è lunedì, triste giornata 😁, primo giorno della settimana. Ancora più triste visto che nel pomeriggio mi tocca pure andare dal dentista e sono quasi certa che "qualcosa" finirà per trovare. Poi dovrò comprare qualcosa per il sostentamento fisico (leggi: fare la spesa). Cerco di fare attenzione a non forzare mai i tempi, a non cominciare la rincorsa ai minuti e alle cose da fare. Se non potrò fare la spesa, pazienza, la farò il giorno seguente.
Ma certo non rinuncio al mio angolo di silenzio. E' allora che sento la mia voce, quella che gli altri non sentono, quella che io stessa tendo a reprimere per tutto il giorno. Sto esercitandomi ad ascoltarla, a capirne le sfumature, i bisogni.
Forse quest'anno è davvero partito con il piede giusto. Freddo a parte. 😶
La mia mente, di solito, è iperattiva. I pensieri si inseguono, si sovrappongono, si superano. Io stessa fatico a star loro dietro. Certe volte mi svegliano pure il sabato mattina presto, quando potrei dormire tranquillamente fino a tarda ora. Allora per chetare questi "pargoli" fastidiosi accendo lo stereo oppure la televisione e mi getto in qualcosa di materiale da fare. Qualcosa che mi consenta di "distogliere" l'attenzione da quel vociare che c'è, spesso, nella mia testa.
Oggi ho voluto fare diversamente. Non ho acceso né lo stereo né la televisione e non mi sono gettata a capofitto nelle faccende domestiche (che, peraltro, detesto simpaticamente). Ho deciso di aspettare in silenzio. Trovo che il silenzio sia consolante, rassicurante. O, almeno, in certi momenti lo è. Forse dipende dallo stato d'animo o dalla situazione. Comunque non è male, anzi.
Il fatto è che vivo costantemente immersa nel rumore, al punto che, all'inizio, il silenzio sembra solo un sibilo strano che ruota tutt'intorno. Un non-silenzio, insomma. Il rumore fa parte della mia vita, un sottofondo, una colonna sonora alla quale non faccio più tanto caso, quasi non ci fosse. L'aria è piena di voci, di clacson, di richiami, di sferragliare di tram o di bus, di fischi, di canzoni, di notizie... Full immersion in tutto questo sette giorni su sette.
Oggi, seduta in silenzio con un libro, mi è sembrato di sprofondare in un morbido materasso di piume. Consolante. Mancava solo un bel caminetto acceso, con la legna che scoppietta allegramente. Ho scoperto di non desiderare nient'altro. Avevo tutto quel che mi serviva. Le cose creano dipendenza, persino i libri. Penso che ripeterò a breve l'esperimento, riservandogli il tempo che merita, ricavandolo tra il lavoro e gli impegni pomeridiani. Non accenderò più stereo o televisione, quando tornerò a casa. Starò semplicemente in ascolto del silenzio. Starò in silenzio, ecco, senza obbedire a quelle pulsioni ossessive di "fare" qualcosa per riempire i minuti e le ore. So che è questione di abitudini.
Domani è lunedì, triste giornata 😁, primo giorno della settimana. Ancora più triste visto che nel pomeriggio mi tocca pure andare dal dentista e sono quasi certa che "qualcosa" finirà per trovare. Poi dovrò comprare qualcosa per il sostentamento fisico (leggi: fare la spesa). Cerco di fare attenzione a non forzare mai i tempi, a non cominciare la rincorsa ai minuti e alle cose da fare. Se non potrò fare la spesa, pazienza, la farò il giorno seguente.
Ma certo non rinuncio al mio angolo di silenzio. E' allora che sento la mia voce, quella che gli altri non sentono, quella che io stessa tendo a reprimere per tutto il giorno. Sto esercitandomi ad ascoltarla, a capirne le sfumature, i bisogni.
Forse quest'anno è davvero partito con il piede giusto. Freddo a parte. 😶
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