sabato 10 aprile 2021

Confessioni - Terza parte

Sia la pandemia che il cambio del lavoro, dopo un bel po' di tempo (un anno) mi stanno insegnando a guardare meglio dentro me stessa. A conoscermi meglio. A non adeguarmi all'ambiente circostante come se fossi un'iguana. A non cercare sempre di essere all'altezza delle aspettative degli altri, ma sforzarmi di imparare ad essere all'altezza delle mie aspettative.
I rapporti amicali hanno un loro peso, in questa fase del mio cammino. Al di fuori del lavoro, non ho amicizie. Dovrei riannodare i fili di alcune di queste, ma se lo facessi ora ho timore che commetterei i soliti errori. Adesso devo fare amicizia con me stessa. Finora non ho fatto altro che fuggire da me.
La solitudine, lo confesso, un po' mi spaventa. Ma è necessaria. E' nella solitudine che le cose si chiariscono, che i nodi vengono al pettine. Per troppo tempo sono sfuggita dalla solitudine. Ho allacciato rapporti che, forse, in momenti più equilibrati, avrei evitati. Questo, dunque, per me, è un momento di solitudine odiata ed amata e proprio per questo necessaria come l'acqua.
Meglio non deambulare oltre 😊. Sul lavoro ho incontrato delle persone con le quali ho stretto amicizia nel corso degli anni. Credo che la cosa che le abbia maggiormente attratte nei miei confronti sia sicuramente la cultura, innanzitutto, e poi una sorta di non conformismo. Insomma la curiosità è stato il pungolo ed io mi sono sentita lusingata e privilegiata da questi "avvicinamenti". Erano persone di una certa levatura, appartenevano a quello che mi sembrava - all'epoca - una sorta di "circolo esclusivo", all'interno dell'ufficio.
Non mi sentivo alla loro altezza, ma questo era dovuto ad una bassa autostima, un problema che mi ha sempre afflitta e che, certamente, mi auguro di risolvere grazie a questa forzata solitudine, a questa pandemia che si sta rivelando fonte di insegnamento, oltre che di dolore e di insofferenza. O, forse, proprio perché fonte di dolore e insofferenza alla fine bisogna trovarci dentro qualche senso che ne giustifichi l'esistenza.
Dal momento che non mi sentivo all'altezza di queste amicizie, ho cominciato a "costruirmi" un personaggio, a cercare di indovinare quali fossero le "regole guida" che modulavano i rapporti con queste persone. Ho cominciato a trasformarmi in un iguana, insomma 😄. Cercavo di carpire gli argomenti di conversazione che queste persone più gradivano, l'ironia, le cose che li divertivano e via elencando. A lungo andare è stato spersonalizzante. Me ne prendo tutta la responsabilità. Le mie ataviche e non risolte difficoltà hanno finito per consigliarmi nel modo sbagliato.
Queste amicizie durano da anni. Più o meno stancamente. Tra alti e bassi. La vita ci ha cambiato un po' tutti. La vita o il tempo. Riscoprendo la mia individualità, mi rendo conto di quanto poco mi sia rispettata, nella scelta delle amicizie. Non ho rispettato la mia anima, i miei desideri, i miei progetti di vita, quello che sentivo, insomma.
(continua...)

Nessun commento:

Posta un commento